Il Minotauro
IL BLOG DELLA RIVISTA IL MINOTAURO
martedì 8 gennaio 2013
materia prima
Segnaliamo a tutti l'ultimo numero dell'interessante rivista di ecobiopsicologia "Materia Prima" a cura dell'Associazione Nazionale di Ecobiopsicologia ANEB
giovedì 29 novembre 2012
in arrivo il numero di dicembre
ecco alcuni interessanti articoli che troverete nel numero di dicembre:
- Siamo e restiamo liberi di Luca Valerio Fabj
- Dalla facoltà acustico-musicale alle origini del linguaggio orale fino al predominio della cavità orale che genera il mondo sulla cavità uterina che genera la vita di Claudio Messori
- Un metodo molto pericoloso: la coniunctio sessuale alchemica trasformativa (seconda parte) di Luca Valerio Fabj
- L’LSD e la terapia psichedelica di Bruno Severi
- La dimensione “onirico-immaginativo-simbolica” come focus per l’ascolto analitico, in un setting pubblico e privato di Luca Biasci
- Il narcisismo di Giuseppe Battaglia e Giuseppe Ferrari
- L’arte: frutto dell’anima. I colori dell’Anima in una Alchimia creativa di Matteo Marino
- Il linguaggio alchemico nella prassi e nella psicoterapia junghiana di Diego Pignatelli Spinazzola
- Efsa e l’aspartame di Fiorella Belpoggi
- In appendice:
Relazione sul convegno Psicoterapia tra natura e psiche - Università di Parma - 8 novembre 2012 (a cura di Francesca Violi)
lunedì 19 novembre 2012
Breve ma veridica storia della massoneria internazionale
A tutti gli amici della Rivista "Il Minotauro" che sono interessati anche al campo esoterico segnaliamo quest'interessante incontro sulla storia della massoneria che si terrà alla Rocca di Bazzano, sabato 24 novembre p.v.
giovedì 15 novembre 2012
Carl Gustav Jung e i suoi eredi. Nel solco di una tradizione: dissetandosi da un antica sorgente
Carl Gustav Jung, Erich Neumann, Marie-Louse von Franz, James Hillman, Jolande Jacobi, Toni Wolff, Rudolph Otto, Otto Rank, Henry Corbin, hanno aperto per noi dei profondi solchi nel quadro di una ricerca archetipica, implementando quelle stesse idee in una linea del tutto inedita, sganciatasi dalla psicoanalisi di Sigmund Freud. Il materiale archetipico di questi precursori dalla linea scientifica si allineò come ricerca del profondo all'analisi ed alla direzione mitologica che attraverso un occhio archetipico fondava il mundus di una letteratura accostata alla visione classica degli antichi. Sulle spalle di questi giganti e dei loro symposii alla round table di Eranos, la moderna ricerca psicoterapeutica del profondo sta ora riscuotendo un enorme successo già dall'avvincente lancio del Libro Rosso di C. G. Jung (2009) riscoperto alla luce dai soli eredi e da uno sparuto gruppo di analisti di fama mondiale tra cui Stephen Martin, l'iniziatore del progetto Philemon, Nancy Furlotti e Sonu Shamdasani (1989). La profonda sollecitazione alle riletture di C. G. Jung viene dalla consapevolezza dell'inestimabilità dei suoi scritti e del suo pensiero filosofico che al contrario di Freud trovò delle solidi basi nel misticismo, nonchè nella teologia e nella natura religiosa e psichica della Sapientia Dei. Un pensiero tribolato da antichi sentieri e solchi visionari che stiamo appena iniziando ad attraversare. Se non altro va a Jung il merito di aver fornito alle dubitabili premesse teologiche una prospettiva teleologica finalizzata al recupero ed al ripristino della dimensione interiore dell'anima vista come anima mundi accedendo così ad un suo mero significato neoplatonico. Nel solco della tradizione lo Junghismo di prima generazione ha lasciato un incredibile messe di volumi (vedi von Franz) che nella chiave classica e neo-classica figurarono come l'arcana ricostituzione e ri-fondazione di quel sapere e di quel sentire classico che nel mondo greco-romano degli antichi e nello stadio patriarcale e matriarcale egiziano, sumero e mesopotamico, rappresentarono un incredibile patrimonio archetipico e mitologico che ora come non mai urge il bisogno di esplorare. Jung presentì questa scommessa con la sua anima che proliferava di un antichissima mitologia. E' da Jung che questo "presagire il mistero" sta proseguendo nell'inesauribile ricerca delle sue Opere riproposte da una nuova generazione di cultori ed analisti che senza stravolgere l'edificio junghiano, ne sta contestualizzando non solo l'Opus, nel tentativo di consolidare un elitaria comunità che come direbbe Jung,continua l’aqua doctrinae della tradizione bevendo e dissetandosi da un antica sorgente.
Diego Pignatelli Spinazzola
Riferimenti:
Jacobi 1957, Complesso, Archetipo, Simbolo nella Psicologia di C. G. Jung, Bollati Boringhieri Torino 1971.
Neumann, E., Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio Ubaldini Editore, 1978 Roma.
Neumann, E., La Grande Madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio; Astrolabio-Ubaldini, Roma 1981.
C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela Jaffè, Bur 2008.
C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.
C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.
C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino.
C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore, Bollati Boringhieri., Collana: Gli archi 19.
C. G. Jung, The Red Book (Liber Novus) edited by Sonu Shamdasani., Norton New York/London 2009.
mercoledì 17 ottobre 2012
“Il Minotauro” a Cesena La più antica rivista junghiana di psicologia
Sarà presentata giovedì 25 ottobre ore 18.00, presso il locale “Nero su Bianco” di Cesena, (Corte Dandini n. 18) una delle riviste junghiane più antiche d'Italia “Il Minotauro” edita dalla Casa Editrice Persiani di Bologna. Saranno presenti, il direttore della rivista Luca Valerio Fabj, medico e psicoterapeuta, il direttore della Scuola Aion, Angelo Gabriele Aiello, e l'editore Paolo Emilio Persiani.
L'autorevole voce rappresentata dalla rivista è attestata, oltre che dalla ormai quasi quarantennale pubblicazione, dall'aver ospitato nelle sue pagine studiosi di fama mondiale quali Carl Alfred Meier, Murray Stein, Hans Dieckmann e molti altri. È inoltre attualmente in corso il conteggio dell'Impact Factor da parte del Journal Citation Reports (Thomson Reuters).
L'analisi
è vista come la necessaria “discesa agli inferi” attraverso cui è
possibile liberarsi dal “labirinto” costruito dalla ragione nel nostro
inconscio. Non si rivolge esclusivamente a un pubblico di specialisti
del settore: allarga il suo orizzonte di ricerca a una serie di
tematiche del campo del sapere quali la Biologia, le Neuroscienze, ma
anche l'Antropologia o la Storia delle Religioni.
Sarà offerto aperitivo ai presenti
venerdì 28 settembre 2012
Arcanus loci: Le regioni junghiane dell'inconscio
Arcanus loci e genius loci, ambedue corrispettivi del logion gnostico-junghiano come archetipo in cui si cela il mysterium soteriologico oltre la soglia. Ambedue prese di coscienza formano quello spiritus rector del tramite guida, del mistagogo dei nasseni, l'agathodaimon,simbolo arcaico della totalità (vedi Carro di Aristotele, uccello arcano Ortus e quadripede anfibio in Mysterium coniunctionis pp. 189-223). Quell'arcana regione che gli antichi individuavano nell'Arabia felix era un viaggio negli oscuri sepolcri dell'Ade; un viaggio dell' anima nelle regioni persiane e nelle notti osiriane lungo le sponde del Nilo; un viaggio tra mito ed eros come raccontato in Plutarco (Iside e Osiride) e in Orapollo.
Questo locus è lo spiritus familiaris, l'Egitto dei padri e dei grandi faraoni,è il mare tenebrositatis che spinge le nostre remore inconsce a non tuffarci,allorchè terra familiare per l'audace ed il temerario eroe. Sono le terre del Nilo (ostia Nili) in cui Michael Maier approdò nella sua peregrinatiochemica nei domicili di Saturno e Mercurio fino alle arcane dimore della sibilla eritrea. E' un arcanus che contempla l'età d'oro della Magna Grecia e della dionisiaca fuga di Atalanta, ripresa nella celebre Atalanta fugens dello stesso Michael Maier (1618) rinvenuta dalle Emblemata di Theodor De Bryad Oppenheim. E' il racconto di un unio mystica tra mito e natura,tra scienza ed arte. E' l'oscuro transito dell'Arabia felix,della fenice simbolo ed allegoria christi par excellence. E' un inoltrarsi nelle regioni dell'Africa, lì dove il Sè risponde di un ancestralia arcanum secretorum che rivelerà lo splendore della simia dei, della bestia divina. Un immagine a tal proposito lo rivela l'egiziaco Thoth che in tempi recenti prese le somiglianze dello stesso Mercurio Ermete Trismegisto. Nello svelare le regioni oscure ci avviciniamo a quella dinamica dei complessi autonomi dell'inconscio che C. G. Jung ha privilegiato con il nome di tertium irrationalis. Se l'uomo assetato della bestia arcaica desidererà liberarsi della dissociazione psichica a scapito di questa dovrà fare ricorso,come ammise Jung, al suo tertium irrationalis. Dovrà ricorrere a quello spiritus familiaris rinchiuso nella bottiglia e scacciato per eresia dogmatica dalla coscienza dell'unilateralità. Facendo appello al tertium si dipanerà un mysterium che non avevamo mai incontrato altrove. Un mysterium che come miele fungerà da ambrosia e collocherà povere spoglie mortali sull'altare degli dèi, in quell'Olimpo dove l'ottavo, il Re malato di questo tempo,troverà finalmente il suo legittimo e ben agoniato posto. Familiarizzando con il Mysterium della psiche, esploriamo regioni che consone ad uno spirito antico richiamano quella peregrinatio mystica intrapesa da Maier e dagli alchimisti che percorsero le tracce dell’antica Gnosi. Al pari degli gnostici gli alchimisti scorsero realtà quasi da settimo clima,un alam al’ mithal visionario che diresse le loro interpretazioni al di là di un ermeneutica cosciente. Era un ermeneutica dell’inconscio che contaminò di simboli l’universo ermetico dell’alchimista. Un universo che aspettava di essere scoperto e re-incantato attraverso le fasi e l’opera di trasformazione alchemica che presentava i caratteri di un epifania divina, di un tajjallimistico.
Il processo alchemico si proponeva di prendere familiarizzazione con l’oscurità del Mysterium ed è per questo che lo spiritus familiaris venne incontro a molti alchimisti-con Mercurio, psicopompo par excellence. Il tramite con Mercurio figurò come quel trattamento ermeneutico e creativo che fungeva da Lapis,cardine del Sé e fine del trattamento alchemico. Jung si appropriò non solo dell’immagine del Lapis ma anche della stessa sintesi e prefigurazione ermeneutica e nel solco della tradizione ermetica rese tributo all’alchimia favorendo la sua personale alchimia delle immagini, il suo personale trattamento psicoanalitico. Il laboratorio segreto che un tempo era dell’alchimista agli inizi dello scorso secolo prese la prefigurazione delklinè o del temenos per Jung. Venne proposto quello stesso voyage immaginale nel percorso esistenziale del paziente al fine di recuperare le istanze simboliche e mitologiche, cardini di un integrazione della personalità cosciente. Attuando Mercurio come familiaris si avvicinava il malato al suopharmakon, promuovendo la medicatrix della coscienza per effetto dell’inconscio e dei suoi livelli affettivi e proiettivi. Quel transitus era l’unico ponte da cui la sintesi ermeneutica e costruttiva poteva avvenire. La possibilità in toto era l’individuo come uomo totale e come epitome dell’anthroposmistico par excellence, Cristo,redentore delle anime. Il processo allegorico diventava subliminale e da subliminale si prefigurava in quel leit motifsimbolico ed archetipico che riconduceva per vie traverse l’uomo al Sé, l’Anthropos a Cristo. Il rapporto che vi è tra i due difatti mette in atto la filogenesi e l’ontogenesi dell’uomo, dell’individuo stesso. La ripartizione di un Arabia felix che rinnovi di aureo splendore la psiche,equivale ad una ripartizione delle funzioni inconsce e meno differenziate,la simia dei per antonomasia,il gibbone arcaico,nella funzione cosciente che al contrario risponde al mito portante dell’eroe. E come un ostia sacra si compone di due parti così l’Anthropos ha il compendio di due mondi confinanti,per usare una metafora pertinente a symbola aurae mensae (Michael Maier 1617) che Maier illustrò nella sua incredibile discesa nel vestibolo degli inferi egizi. Le due funzioni comunicanti e l’assimilazione della quarta funzione, del 3 e del 4,sono un epitome dell’Uno e quindi di quell’homo totus che rappresenterebbe ciò che Jung amava definire un integrazione della personalità. E’ attraverso il descensus e l’ascensus del mondo onirico e diurno che la peregrinatio mystica si compie e che come in un arcanum secretorum,il sognatore risponda agli echi di un iniziazione segreta spingendosi oltre il perimetro di quel sacro temenos, che un tempo rivestiva l’arcanus locus dell’esperienza mistica e misteriosofica.
Riferimenti:
C. G. Jung, Op. Volume 9** Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé, Bollati Boringhieri, ristampa 2005 (pp. 136-144).
C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.
C. G. Jung, Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.
C. G. Jung, L’inconscio collettivo in RCS libri 2011, Milano.
C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela Jaffè, Bur 2008.
C. G. Jung, Tipi Psicologici, Newton Compton editori, Roma 2009.
C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.
C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.
C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino.
C. G. Jung, The Red Book (Liber Novus) edited by Sonu Shamdasani., Norton New York/London 2009.
C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore: (pp. 189-223) Bollati Boringhieri., Collana: Gli archi 19.
C. G. Jung., Lo spirito Mercurio., 1943/1948.mercoledì 19 settembre 2012
Psicopatologia tra Natura e Cultura
Giovedì 8 novembre 2012, presso l'Università di Parma, Aula Magna, in via Cavestro 3 , si terrà il convegno "Psicopatologia tra Natura e Cultura"
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