giovedì 29 novembre 2012

in arrivo il numero di dicembre

ecco alcuni interessanti articoli che troverete nel numero di dicembre:


  • Siamo e restiamo liberi di Luca Valerio Fabj
  • Dalla facoltà acustico-musicale alle origini del linguaggio orale fino al predominio della cavità orale che genera il mondo sulla cavità uterina che genera la vita di Claudio Messori
  • Un metodo molto pericoloso: la coniunctio sessuale alchemica trasformativa  (seconda parte) di Luca Valerio Fabj
  • L’LSD e la terapia psichedelica di Bruno Severi
  • La dimensione “onirico-immaginativo-simbolica” come focus per l’ascolto analitico, in un setting pubblico e privato di Luca Biasci
  • Il narcisismo di Giuseppe Battaglia e Giuseppe Ferrari
  • L’arte: frutto dell’anima. I colori dell’Anima in una Alchimia creativa di Matteo Marino
  • Il linguaggio alchemico nella prassi e nella psicoterapia junghiana di Diego Pignatelli Spinazzola
  • Efsa e l’aspartame di Fiorella Belpoggi
  • In appendice:
    Relazione sul convegno Psicoterapia tra natura e psiche  - Università di Parma - 8 novembre 2012 (a cura di Francesca Violi)

lunedì 19 novembre 2012

Breve ma veridica storia della massoneria internazionale

A tutti gli amici della Rivista "Il Minotauro" che sono interessati anche al campo esoterico segnaliamo quest'interessante incontro sulla storia della massoneria che si terrà alla Rocca di Bazzano, sabato 24 novembre p.v.


giovedì 15 novembre 2012

Carl Gustav Jung e i suoi eredi. Nel solco di una tradizione: dissetandosi da un antica sorgente



Carl Gustav JungErich NeumannMarie-Louse von Franz, James HillmanJolande Jacobi, Toni Wolff, Rudolph Otto, Otto Rank, Henry Corbin, hanno aperto per noi dei profondi solchi nel quadro di una ricerca archetipica, implementando quelle stesse idee in una linea del tutto inedita, sganciatasi dalla psicoanalisi di Sigmund Freud. Il materiale archetipico di questi precursori dalla linea scientifica si allineò come ricerca del profondo all'analisi ed alla direzione mitologica che attraverso un occhio archetipico fondava il mundus di una letteratura accostata alla visione classica degli antichi. Sulle spalle di questi giganti e dei loro symposii alla round table di Eranos, la moderna ricerca psicoterapeutica del profondo sta ora riscuotendo un enorme successo già dall'avvincente lancio del Libro Rosso di C. G. Jung (2009) riscoperto alla luce dai soli eredi e da uno sparuto gruppo di analisti di fama mondiale tra cui Stephen Martin, l'iniziatore del progetto Philemon, Nancy Furlotti e Sonu Shamdasani (1989). La profonda sollecitazione alle riletture di C. G. Jung viene dalla consapevolezza dell'inestimabilità dei suoi scritti e del suo pensiero filosofico che al contrario di Freud trovò delle solidi basi nel misticismo, nonchè nella teologia e nella natura religiosa e psichica della Sapientia Dei. Un pensiero tribolato da antichi sentieri e solchi visionari che stiamo appena iniziando ad attraversare. Se non altro va a Jung il merito di aver fornito alle dubitabili premesse teologiche una prospettiva teleologica finalizzata al recupero ed al ripristino della dimensione interiore dell'anima vista come anima mundi accedendo così ad un suo mero significato neoplatonico. Nel solco della tradizione lo Junghismo di prima generazione ha lasciato un incredibile messe di volumi (vedi von Franz) che nella chiave classica e neo-classica figurarono come l'arcana ricostituzione e ri-fondazione di quel sapere e di quel sentire classico che nel mondo greco-romano degli antichi e nello stadio patriarcale e matriarcale egiziano, sumero e mesopotamico, rappresentarono un incredibile patrimonio archetipico e mitologico che ora come non mai urge il bisogno di esplorare. Jung presentì questa scommessa con la sua anima che proliferava di un antichissima mitologia. E' da Jung che questo "presagire il mistero" sta proseguendo nell'inesauribile ricerca delle sue Opere riproposte da una nuova generazione di cultori ed analisti che senza stravolgere l'edificio junghianone sta contestualizzando non solo l'Opus, nel tentativo di consolidare un elitaria comunità che come direbbe Jung,continua l’aqua doctrinae della tradizione bevendo e dissetandosi da un antica sorgente.


Diego Pignatelli Spinazzola 



Riferimenti:


Jacobi 1957, ComplessoArchetipo, Simbolo nella Psicologia di C. G. Jung, Bollati Boringhieri Torino 1971.

Neumann, E., Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio Ubaldini Editore, 1978 Roma.

Neumann, E., La Grande Madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscioAstrolabio-Ubaldini, Roma 1981.
C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.
C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela JaffèBur 2008.
C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.
C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.
C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino.
C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore, Bollati Boringhieri., Collana: Gli archi 19.
C. G. Jung, The Red Book (Liber Novus) edited by Sonu Shamdasani., Norton New York/London 2009.

mercoledì 17 ottobre 2012

“Il Minotauro” a Cesena La più antica rivista junghiana di psicologia


Sarà presentata giovedì 25 ottobre ore 18.00, presso il locale “Nero su Bianco” di Cesena, (Corte Dandini n. 18) una delle riviste junghiane più antiche d'Italia “Il Minotauro” edita dalla Casa Editrice Persiani di Bologna. Saranno presenti, il direttore della rivista Luca Valerio Fabj, medico e psicoterapeuta, il direttore della Scuola Aion, Angelo Gabriele Aiello, e l'editore Paolo Emilio Persiani.
L'autorevole voce rappresentata dalla rivista è attestata, oltre che dalla ormai quasi quarantennale pubblicazione, dall'aver ospitato nelle sue pagine studiosi di fama mondiale quali Carl Alfred Meier, Murray Stein, Hans Dieckmann e molti altri. È inoltre attualmente in corso il conteggio dell'Impact Factor da parte del Journal Citation Reports (Thomson Reuters).

L'analisi è vista come la necessaria “discesa agli inferi” attraverso cui è possibile liberarsi dal “labirinto” costruito dalla ragione nel nostro inconscio. Non si rivolge esclusivamente a un pubblico di specialisti del settore: allarga il suo orizzonte di ricerca a una serie di tematiche del campo del sapere quali la Biologia, le Neuroscienze, ma anche l'Antropologia o la Storia delle Religioni.

Sarà offerto aperitivo ai presenti




venerdì 28 settembre 2012

Arcanus loci: Le regioni junghiane dell'inconscio


Arcanus locigenius lociambedue corrispettivi del logion gnostico-junghiano come archetipo in cui si cela il mysterium soteriologico oltre la soglia. Ambedue prese di coscienza formano quello spiritus rector del tramite guidadel mistagogo dei nasseni, l'agathodaimon,simbolo arcaico della totalità (vedi Carro di Aristotele, uccello arcano Ortus e quadripede anfibio in Mysterium coniunctionis pp. 189-223). Quell'arcana regione che gli antichi individuavano nell'Arabia felix era un viaggio negli oscuri sepolcri dell'Adeun viaggio dell' anima nelle regioni persiane e nelle notti osiriane lungo le sponde del Nilo; un viaggio tra mito ed eros come raccontato in Plutarco (Iside e Osiride) e in Orapollo.

Questo locus è lo spiritus familiarisl'Egitto dei padri e dei grandi faraoni,è il mare tenebrositatis che spinge le nostre remore inconsce a non tuffarci,allorchè terra familiare per l'audace ed il temerario eroe. Sono le terre del Nilo (ostia Nili) in cui Michael Maier approdò nella sua peregrinatiochemica nei domicili di Saturno e Mercurio fino alle arcane dimore della sibilla eritrea. E' un arcanus che contempla l'età d'oro della Magna Grecia e della dionisiaca fuga di Atalanta, ripresa nella celebre Atalanta fugens dello stesso Michael Maier (1618) rinvenuta dalle Emblemata di Theodor De Bryad Oppenheim. E' il racconto di un unio mystica tra mito e natura,tra scienza ed arte. E' l'oscuro transito dell'Arabia felix,della fenice simbolo ed allegoria christi par excellence. E' un inoltrarsi nelle regioni dell'Africa, lì dove il  risponde di un ancestralia arcanum secretorum che rivelerà lo splendore della simia dei, della bestia divina. Un immagine a tal proposito lo rivela l'egiziaco Thoth che in tempi recenti prese le somiglianze dello stesso Mercurio Ermete Trismegisto. Nello svelare le regioni oscure ci avviciniamo a quella dinamica dei complessi autonomi dell'inconscio che C. G. Jung ha privilegiato con il nome di tertium irrationalis. Se l'uomo assetato della bestia arcaica desidererà liberarsi della dissociazione psichica a scapito di questa dovrà fare ricorso,come ammise Jung, al suo tertium irrationalis. Dovrà ricorrere a quello spiritus familiaris rinchiuso nella bottiglia e scacciato per eresia dogmatica dalla coscienza dell'unilateralità. Facendo appello al tertium si dipanerà un mysterium che non avevamo mai incontrato altrove. Un mysterium che come miele fungerà da ambrosia e collocherà povere spoglie mortali sull'altare degli dèiin quell'Olimpo dove l'ottavo, il Re malato di questo tempo,troverà finalmente il suo legittimo e ben agoniato posto. Familiarizzando con il Mysterium della psicheesploriamo regioni che consone ad uno spirito antico richiamano quella peregrinatio mystica intrapesa da Maier e dagli alchimisti che percorsero le tracce dell’antica Gnosi. Al pari degli gnostici gli alchimisti scorsero realtà quasi da settimo clima,un alam al’ mithal visionario che diresse le loro interpretazioni al di là di un ermeneutica cosciente. Era un ermeneutica dell’inconscio che contaminò di simboli l’universo ermetico dell’alchimista. Un universo che aspettava di essere scoperto e re-incantato attraverso le fasi e l’opera di trasformazione alchemica che presentava i caratteri di un epifania divina, di un tajjallimistico. 

Il processo alchemico si proponeva di prendere familiarizzazione con l’oscurità del Mysterium ed è per questo che lo spiritus familiaris venne incontro a molti alchimisti-con Mercuriopsicopompo par excellence. Il tramite con Mercurio figurò come quel trattamento ermeneutico e creativo che fungeva da Lapis,cardine del Sé e fine del trattamento alchemico. Jung si appropriò non solo dell’immagine del Lapis ma anche della stessa sintesi e prefigurazione ermeneutica e nel solco della tradizione ermetica rese tributo all’alchimia favorendo la sua personale alchimia delle immagini, il suo personale trattamento psicoanalitico. Il laboratorio segreto che un tempo era dell’alchimista agli inizi dello scorso secolo prese la prefigurazione delklinè o del temenos per Jung. Venne proposto quello stesso voyage immaginale nel percorso esistenziale del paziente al fine di recuperare le istanze simboliche e mitologichecardini di un integrazione della personalità cosciente. Attuando Mercurio come familiaris si avvicinava il malato al suopharmakon, promuovendo la medicatrix della coscienza per effetto dell’inconscio e dei suoi livelli affettivi e proiettivi. Quel transitus era l’unico ponte da cui la sintesi ermeneutica e costruttiva poteva avvenire. La possibilità in toto era l’individuo come uomo totale e come epitome dell’anthroposmistico par excellence, Cristo,redentore delle anime. Il processo allegorico diventava subliminale e da subliminale si prefigurava in quel leit motifsimbolico ed archetipico che riconduceva per vie traverse l’uomo al Sél’Anthropos a Cristo. Il rapporto che vi è tra i due difatti mette in atto la filogenesi e l’ontogenesi dell’uomodell’individuo stesso. La ripartizione di un Arabia felix che rinnovi di aureo splendore la psiche,equivale ad una ripartizione delle funzioni inconsce e meno differenziate,la simia dei per antonomasia,il gibbone arcaico,nella funzione cosciente che al contrario risponde al mito portante dell’eroe. E come un ostia sacra si compone di due parti così l’Anthropos ha il compendio di due mondi confinanti,per usare una metafora pertinente a symbola aurae mensae (Michael Maier 1617) che Maier illustrò nella sua incredibile discesa nel vestibolo degli inferi egizi. Le due funzioni comunicanti e l’assimilazione della quarta funzionedel 3 e del 4,sono un epitome dell’Uno e quindi di quell’homo totus che rappresenterebbe ciò che Jung amava definire un integrazione della personalità. E’ attraverso il descensus e l’ascensus del mondo onirico e diurno che la peregrinatio mystica si compie e che come in un arcanum secretorum,il sognatore risponda agli echi di un iniziazione segreta spingendosi oltre il perimetro di quel sacro temenos, che un tempo rivestiva l’arcanus locus dell’esperienza mistica e misteriosofica. 



Diego Pignatelli Spinazzola





Riferimenti:

C. G. Jung, Op. Volume 9** Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé, Bollati Boringhieri, ristampa 2005 (pp. 136-144).
C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.
C. G. Jung, Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.
C. G. Jung, L’inconscio collettivo in RCS libri 2011, Milano.
C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela JaffèBur 2008.
C. G. Jung, Tipi Psicologici, Newton Compton editori, Roma 2009.
C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.
C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.
C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino.
C. G. Jung, The Red Book (Liber Novusedited by Sonu Shamdasani., Norton New York/London 2009.
C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore: (pp. 189-223) Bollati Boringhieri., Collana: Gli archi 19.
C. G. Jung., Lo spirito Mercurio., 1943/1948.
 Plutarco., Iside e Osiride XLI in Mysterium Coniunctionis Op. Vol. 14 p. 135, Bollati Boringhieri, Collana: Gli archi 19.

mercoledì 19 settembre 2012

Psicopatologia tra Natura e Cultura

Giovedì 8 novembre 2012, presso l'Università di Parma, Aula Magna, in via Cavestro 3 , si terrà il convegno "Psicopatologia tra Natura e Cultura"


martedì 10 luglio 2012

è uscito il numero di giugno!

è uscito il numero di giugno 2012 della Rivista "Il Minotauro".

Alcuni degli articoli in questo numero:


-"Nietzsche: finalmente!" Editoriale di Luca Valerio Fabj

-"Dimensione sessuale e dimensione analitica: un accostamento antitetico, pradossale o ossimorico?" di Luca Biasci 

-"La psicologia di Jung come strumento di indagine di alcuni momenti della storia della matematica" di Maurizio Renzi

-"Ayahuasca: la medicina dell'anima. Viaggio e esperienza tra gli sciamani Shipibo - Conibo del Perù" di Bruno Severi

-"Un metodo molto pericoloso: la coniuctio sessuale alchemica trasformativa" (seconda parte) di Luca Valerio Fabj

-Recensioni: 
La sorella che salva di Beatrice Balsamo






venerdì 25 maggio 2012

JUNG: LA VIA ORIENTALE


MERCOLEDÌ 25 LUGLIO 2012 – ORE 21:00 – Mediateca di San Lazzaro (spazio all’aperto)

IL VIAGGIO INTERIORE DELL’UOMO NELLA PSICOLOGIA ANALITICA. 
CONFRONTO FRA IL PENSIERO DI JUNG E LE FILOSOFIE ORIENTALI

A CURA DI LUCA VALERIO FABJ (MEDICO, DOCENTE, PSICOTERAPEUTA)

Si dice che nella vita di un autore esistano date emblematiche ed episodi cruciali grazie ai quali alcuni suoi nodi tematici, sotterranei e altrimenti dispersi, si addensano all’improvviso, giungendo prepotentemente in superficie. Il periodo compreso tra la fine del 1937 e la primavera del 1938 costituisce per Jung quel determinato segmento biografico in grado di riassumere, dare risalto e ridistribuire, oltre il segmento stesso, il complesso delle relazioni che collega il pensiero junghiano al cosiddetto Oriente….. Insomma un viaggio di stupori, noie e divagazioni alla ricerca di un “Oriente dell’Occidente”.


giovedì 23 febbraio 2012

11° CONVEGNO ASSOCIAZIONE CULTURALE DEMETRA La forza creatrice dell'ombra tra minacce, rischi, opportunità 5-7-14-18-21-24 MARZO 2012

E' con grande piacere che segnaliamo la presentazione del libro "Gioco di Specchi" di Maria Pusceddu, durante l'11° Convegno dell'Associazione Demetra di Treviso


DOMENICA 18 MARZO
INCONTRO CON LA SCRITTRICE:
Dott.ssa MARIA PUSCEDDU
Biologa, Psicoterapeuta
presenterà il libro:”GIOCO DI SPECCHI”
Orario 17.00 – 19.00
presso Libreria Ubik Marton
Corso del Popolo 40 - Treviso



Ecco il profilo dell'interessante convegno curato dalla dott.ssa Anna Villa:


Il Convegno del 2010 ci ha introdotti all’Archetipo dell’Ombra. Porsi a confronto con l’Ombra, come diceJung, significa divenire coscienti del proprio vero essere, criticamente e senza riguardi. Essa ci apre all’incognito, ci mette di fronte all’insolito, ci costringe a correre dei rischi e il dolore è inevitabile.

L’Ombra si rivela e ci tocca attraverso tanti modi, dai semplici disagi personali e relazionali ai disturbi d’ansia, ai comportamenti violenti, alla malattia.
Il convegno di quest’anno si propone con le stesse caratteristiche che contraddistinguono le nostre attività, tanti incontri attraverso i quali toccare e approfondire un tema. Come in tutti gli incontri quello con l’Ombra può far male e insieme liberare energie vitali; queste stesse energie si possono concretizzare in opportunità da giocarsi sul terreno dell’esperienza, fondamento imprescindibile della trasformazione.

Il Convegno desidera riportarci in quel luogo del Mistero dove si compiono le metamorfosi, dove il dolore può scomporsi e liberare forze creatrici e amore.
Più appuntamenti per fare esperienza di tutto ciò. Novità di quest’anno sono i Laboratori. 3 incontri per un itinerario esperienziale tra luce e ombra tramite una sinergia di proposte (Psicomotricità, Imagerie Mentale, Danze Rituali ed esperienza Fotografica).
Sarà nel terzo Laboratorio che si potranno mettere insieme esperienza corporea e immagine fotografica per raccontare una storia e rendere il soggetto partecipe dell’immagine stessa.

SABATO 24 MARZO 2012

Ore 14.30
Avvio dei lavori